Guida
di Agrigento
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Akragas ha 2560 anni ed il succedersi delle
stagioni ha sicuramente lasciato il suo segno
tra le pietre della Valle dei Templi ed i
monumenti del centro storico. Oggi la "più bella
fra le citta dei mortali" - come fu definita un
tempo da da Pindaro - si chiama Agrigento, va
orgogliosa del suo passato e bella lo è ancora
questa cittadina, che vanta il più suggestivo
"libro" di storia dell'arte, a cielo aperto, che
esista al mondo: La Valle dei Templi.
Questo luogo mistico, dove passato e presente si
tengono per mano, in febbraio offre al mondo la
magia dei suoi mandorli precocemente fioriti ed
ospita una "festa" che è una sorta di inno alla
vita: La Sagra del Mandorlo in Fiore.
Poco distanti dalla citta moderna, innalzano al
cielo le vestigia di un passato glorioso i
templi di Ercole, di Giunone, della Concordia,
dei Dioscuri, di Vulcano e d' Esculapio, la
Tomba di Terone e l'oratorio di Falaride, i
grandiosi resti dell' Olympeyon con il Telamone
giacente, il Santuario rupestre di Demetra e la
medievale chiesa di San Biagio.
Ma la stessa Agrigento ha magnifiche
cartoline-ricordo da offrire: innanzi tutto il
calore della sua gente e poi le fresche sale del
Museo Nazionale di San Nicola, che custodiscono
i reperti più significativi emersi nel corso
delle tante campagne di scavo che hanno
interessato l'Agrigentino.
Nel centro storico cittadino si affaccia il
Duomo, lo Steri e le piccole ma suggestive
chiesette di Santa Maria dei Greci, San Giorgio
e Santo Spirito.
Caos è parola che evoca disordine, eppure, nella
campagna agrigentina, Caos - la contrada ove
dimorò Luigi Pirandello e che oggi accoglie le
sue ceneri - evoca la logica razionale e
tagliente del grande drammaturgo agrigentino,
sempre vivo nella memoria dei suoi concittadini
con i suoi amari insegnamenti tanto attuali
ancora oggi.
La provincia agrigentina offre al turista un
ampio ventaglio di scorci, tutti significativi,
tutti da incorniciare ed il nostro ideale
itinerario parte dal mare aperto, dalle Pelagie
(Lampedusa e Linosa) che creano quasi un ponte,
in equilibrio tra Africa ed Europa, su un mare
pescoso e limpido che mantiene le sue promesse
al turista.
La costa agrigentina, da Porto Palo di Menfi
alla Mollarella di Licata - 138 chilometri di
arenili bianchissimi e scogliere levigate dal
vento - offre al turista in cerca di
suggestioni, il refrigerio delle spiagge di San
Leone, Marina di Palma di Montechiaro, Porto
Empedocle, Siculiana marina e Sciacca, che è
anche rinomato centro di turismo termale, ben
conosciuto sin dalle epoche più remote.
Sciacca, inoltre, vanta un patrimonio
monumentale di tutto rilievo, retaggio di una
storia travagliata ma anche ricca di fasti: il
Castello dei Conti Luna, lo Steri, le porte
medievali...Deve al suo passato anche una
tradizione ceramistica che fa proseliti ancor
oggi. In febbraio, poi, la cittadina si anima di
uno dei più festosi carnevali di Sicilia,
rutilante di carri, luci e maschere fantasiose.
Un tour per la provincia agrigentina riserva,
inoltre, una ricca messe di scoperte e la quiete
discreta ed evocativa di centri quali Naro, la
citta "fulgentissima" di Federico II; Licata,
con il Castello Sant'Angelo; Eraclea Minoa ed il
suo teatro greco dinanzi al mare e, all'interno,
Caltabellotta, l'ultima roccaforte siciliana
degli Angiò e Sambuca di Sicilia con il Lago
Arancio che ospita manifestazioni di scii
nautico e gli scavi archeologici di monte
Adranone.
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