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Casteltermini

Comune di Casteltermini


STORIA

Paese dell’agrigentino con circa 9.000 abitanti, sorge in collina a 564 m. sul livello del mare. Dista circa 40 Km da Agrigento e 8 Km dallo scorrimento veloce Palermo-Agrigento. Lo scalo ferroviario è denominato Acquaviva-Casteltermini e dista circa 7 Km dal centro abitato.

La fondazione di Casteltermini risale al 1629 ad opera del barone Gian Vincenzo Maria Termini e Ferreri, discendente da una nobile famiglia Catalana trasferitasi in Sicilia nel 1209 al seguito della regina Costanza che veniva nell’isola per sposare Federico II. A lui furono affidate le terre del feudo di Chiuddia, dove già da tempo alcuni contadini abitavano nell’antico casale arabo.

Il 5 Aprile del 1629 il barone ottenne dal viceré di Filippo IV di Spagna la “Licentia Populandi” cioè il permesso di poter popolare e costruire il paese, con tale concessione fu insignito dal titolo di Principe di Casteltermini. Le vantaggiose condizioni promesse dal principe fecero si che molte famiglie, allettate anche dalla fertilità della terra, giungessero dai vicini paesi di Mussomeli, Campofranco e Sutera. Così in breve tempo affluirono a Casteltermini più di duemila coloni, ed il paese vide in un breve arco di tempo la costruzione di numerose abitazioni e delle prime grandi opere. Il paese ebbe quindi un rapido sviluppo demografico contemporaneamente ad un intenso sviluppo economico che ne fece ben presto uno dei centri più importanti. La sua economia inizialmente poggiante in gran parte sull’agricoltura assunse un aspetto più industriale grazie alla miniera di zolfo, “Cozzo-Disi” una fra le più grandi miniere di zolfo d’Europa presso la quale lavoravano circa un migliaio tra operai e impiegati. Le condizioni di lavoro degli zolfatai erano molto dure, si sfruttavano i carusi non c’era alcuna tutela e sicurezza, lavoravano in condizioni quasi disumane e ricevevano una paga che a malapena permetteva loro di sopravvivere. La storia della Cozzo-Disi è purtroppo costellata da diversi gravi disastri che hanno provocato tante vittime ed invalidi. Pochi anni di lavoro nelle miniere minavano irrimediabilmente la salute dei giovani zolfatai. Nel 1884 i giovani zolfatai che si presentarono in Sicilia alla visita di leva militare furono 3672, ma di essi soltanto 203 furono dichiarati abili. Un’altra industria sulla quale si fondava l’economia di Casteltermini fu quella della Montedison, poi Italkali,per la lavorazione dei sali potassici, che dava lavoro a circa duecento operai.

Per tanti anni vanto di Casteltermini fu la pasta prodotta dal Pastificio San Giuseppe che veniva esportata in varie parti della Sicilia. La chiusura purtroppo della Miniera, dell’Italkali e del Pastificio hanno determinato la grave crisi economica che ha riaperto la via dell’emigrazione a tantissime famiglie di Casteltermini.

Anche se attualmente la sola realtà aziendale presente nel territorio è la Joeplast Srl che è una delle Aziende tecnologicamente più avanzate a livello europeo nella produzione di imballaggi flessibili in plastica, ultimamente sembra registrarsi qualche piccolo segnale di un timido risveglio economico: La miniera Cozzo Disi dovrebbe diventare il primo museo minerario della Sicilia, il settore alberghiero, del tutto assente negli anni passati, registra tre nuove iniziative di cui un agriturismo che può costituire elemento di sinergia per altri settori economici.

Chi visita Casteltermini viene subito colpitodalla bellezza della grande Piazza Duomo dove si trova la maestosa Chiesa Madre, costruita nella prima metà del ‘600 che custodisce pregevoli opere come: le incantevoli statue dello scultore Michele Caltagirone detto “il Quarantino”, due tele della scuola del Velasqueze due dipinti di padre Fedele Tirrito di San Biagio, veri gioielli del ‘700 siciliano.

Alla fine di Corso Umberto si trova la chiesa di San Giuseppe posta su un basamento roccioso, vi si accede attraverso una grande scalinata. La sua facciata semicircolare è una splendida testimonianza del Barocco Siciliano. Il suo prospetto è da anni riprodotto in quasi tutte le scenografie delle trasmissioni televisive RAI del regista Michele Guardì nostro illustre concittadino.

A circa tre chilometri dal centro abitato si trova l’Eremo di Santa Croce unica chiesa a non avere una precisa data di nascita, vi si custodisce una grande croce lignea che recenti esami al C14, eseguiti dall’Istituto Internazionale di Ricerche Geotermiche di Pisa, ne fanno risalire la costruzione all’anno 12 D.C. conferendole il titolo di Croce Paleocristiana e di croce lignea più antica del mondo. Da secoli, per festeggiare il ritrovamento di questa Croce, si organizza ogni anno a Casteltermini (la IV domenica di maggio) la “Sagra del Tataratà” o “Festa di Santa Croce”. La festa è caratterizzata da lunghe processioni a cavallo effettuate dai quattro principali Ceti e dalla partecipazione del gruppo folkloristico del Tataratà: storicizzazione sotto forma di moresca, di un primitivo rito propiziatorio di primavera eseguito dalle antiche tribù di arabi abitanti nei territori circostanti e giunto sino a noi con la sua caratteristica danza armata eseguita al ritmo scandito da un grosso tamburo.

Alla periferia est del paese si trova la splendida “Villa Maria” che fu dimora dei Conti Lo Bue di Lemos. Costruita alla fine del XIX secolo come dimora di caccia. Fu poi ripresa dagli architetti Ernesto Basile e Gino Coppodè. Nei due ettari di parco che circonda la costruzione in stile liberty, i proprietari fecero trapiantare rarissime piante provenienti dal continente europeo e da quello africano. La preziosa rarità delle piante è confermato dall’interesse e dagli studi effettuati dai docenti di Botanica Sistematica presso l’Università di Palermo. Il Mausoleo, all’interno della villa, alto 33 metri, conserva le spoglie mortali della contessa Maria Lo Bue di Lemos, a cui la Villa è dedicata.

Sito web del Comune di Casteltermini
Mappa Comune di Casteltermini (lat e long)
Mappa Comune di Casteltermini

Coordinate di Casteltermini
Latitudine: 37.5333333
Longitudine: 13.65

C.A.P.: 92025
Prefisso: 0922
Codice F.: C275
Codice Catastale: U2AL


Residenti (T) : 8.773
Residenti (M) : 4.135
Residenti (F) : 4.638
Densita per Km2: 88,2
Superfice Km2: 99.6931818182

 

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